Circus Siemoneit-Barum
Pasqua 1982
Dietro di me c’era un anno di pesanti preoccupazioni per la mia figlioccia Juliane. Un anno, che avevo totalmente sacrificato a lei, l’ avevo accompagnata per tutto l’inverno ricco di neve, ogni giorno a Stuttgart per la terapia.
Finalmente il segnale del pericolo superato e la notizia che Circus Barum è ospite a Stuttgart, avevo già contatti col circus dal 1980. Ad una inaugurazione di mostra avevo conosciuto il fotografo di circo Signor Strähle. Orgogliosamente si chiamava CPA Strähle Archivio Circo Stampa. Avevamo un appuntamento davanti l’ingresso del circo, Strähle voleva inserirmi. "Lí conosco tutti" ,mi disse. Lui non c’era. Non osavo allontanarmi dal posto dell’ appuntamento, per mettermi in coda alla cassa. Stavo accanto a quel uomo all’ ingresso, tanto imponente nella sua divisa pomposa. Arrivó il cap’ufficio simpaticone, si ricordava di me e mi invitò ad entrare. Allora aspettavo accanto alla ristorazione per chiedere alle persone che passavano, del fotografo. Così anche al direttore Gerd Siemoneit.
Sì, lui si ricordava del nostro accordo un anno e mezzo fa, sì, il fotografo è nel tendone. Ma poi all’ improvviso mi chiedeva: "Ha un biglietto?", gridava come un pazzo. Io corsi fuori alla cassa per un biglietto! Poi al capo dell’ufficio stampa, Signorina Pamela Böke. Siamo diventatti amici da quel momento. Anche suo padre faceva l’artista, scultore.
Mi dava una tessera per l’ingresso libero per tutto il circo, in cambio d’un quadro d’ippotamo!
Lo dipingevo per lei e a Gerd Siemoneit offrivo un quadro a libera scelta. Dipingevo in questo circo a Stuttgart, Ludwigsburg, Göppingen, quindi per circa un mese.
Ma prima di dipingere: un’infinitá di disegni, ad ogni spettacolo circa 80 o più fogli volanti, la maggiorparte non riconoscibile.
Pasqua 1982 al Circus Siemoneit Barum sulla piazza di festa a Stuttgart.
Timido stavo nel buio all’ ultimo posto e disegnavo, disegnavo, che fumava la matita.
Un circo grande, un circo ricco con un programma magnifico. Un numero superava l’altro. Ma soprattutto amavo la troupe di cavalleria cosacca Bratuchin.
Una magnifica donna bionda, chi vendeva dolci, gelati, birra, Cocacola, Fanta e popcorn, s’avvicinava, parlava, mi incorragiava con complimenti e dolci sorrisi. Nella pausa invece mi serviva al bar con grande sincerità una bella signorina italiana con capelli neri.
Di mattina nelle prove c’era una donna energica, forte con capelli marone chiari, allenava i cavalli. Mai nella vita avevo avuto un simile successo con le donne e poi in fine, mi salutava persino con un cenno la principessa cavallerizza cosacca. Mi commissionava anche un quadro della piccola cavallerizza 6enne. La dipingevo quando loro riscaldavano i cavalli. Soltanto i cosacchi Bratuchin riscaldavano i cavalli prima di entrare in pista. È questa la differenza fra l’acrobazia su un cavallo pesante, che galoppa calmo e preciso come una macchina, e la cavallerizza cosacca: qui sono cavalcati cavalli focosi, sotto il pieno controllo del cavaliere, che nello stesso momento fa le sue esibizioni rischiose.
Il 27 maggio iniziai al Circus Knie a Sciaffusa in Svizzera. Avevo un appuntamento davanti l’ingresso. Charly Knie, il maestro di dressage nel Circus Siemoneit -Barum, mi voleva presentare ai suoi parenti. Venivano tutti gli artisti del Barum insieme al direttore Siemoneit.Che sorpresa, subito mi veniva incontro una donna splendita in un vestito a fiori con una larga gonna, mi sorrideva, mi salutava cordialissima. Finalmente la riconoscevo, il suo sorriso. Tutte le belle donne da Siemoneit-Barum sono state sempre la stessa persona: la grande cavalerizza di circo Mignon Bratuchin. Malgrado la mio ètà di diventavo rosso come un papavero, non potevo parlare.
Ma io chi sono? Io, pittore piccolo, timido. Dopo 2 mesi tornavo a casa. E lì c’era una cartolina postale di Mignon. Juliane mi raccontava: Una persona di nome Mignon aveva telefonato per sapere se fosse vero, che io veramente il 27 Maggio sarei da Knie a Sciaffusa. Mignon era venuta a Sciaffusa soltanto per me ed io di questo non sapevo nulla.
Ho incotrato il Circo qualche volte e ho visto i spettacoli cambaiati. L’ultima volta a Bietigheim. Questa volta il maestro era piú gentile di primo.La cara Signorina Pamela Böke, la direttrice stampa, mi aspettava giá con una bottiglia die Champagner. Il suo camper era decorato con una striscia di mille ippototami.
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