Circo Cittá di Roma


Nel 1980, precisamente nel marzo a Reggio Calabria, iniziai a cercare il circo Città di Roma. Fu il mio amico Antonino Anselmo, marito della  figlia del proprietario del circo a parlarmi di loro. Durante questa mia ricerca alloggiai a Scilla, luogo situato vicino a Reggio Calabria. Quella leggendaria Scilla di cui aveva tanto scritto il grande Omero. Iniziai a dipingere in spiaggia, circondato dai gabbiani che volteggiavano sopra il  mare.
Ogni giorno prendevo l'autostrada per Reggio Calabria   e finalmente una mattina vidi i primi manifesti che pubblicizzavano l'arrivo del circo. Girando in macchina  capitai in una piazzetta, poco invitante, piena di rifiuti dove sostava un piccolo furgone con su affisso le locandine del circo.
Dopo 10 giorni quella piazzetta  fatiscente si  riempì dei carrozzoni circensi e per tutto il circondario si sentivano gli animali, i nitriti dei cavalli, i ruggiti dei leoni....Mi avvicinai, sotto la pioggia, ad  un gruppo di operai in tute blu, sporchi di fango e gli domandai dove potevo trovare il "Signor direttore"; e uno degli operai mi venne incontro e mi disse che in quel momento il titolare  del circo si trovava in ospedale.
Rimasi ed attesi la fine del temporale per vedere l'allestimento del circo, rimasi affascinato da questo enorme tendone a 4 antenne prendere forma sotto i miei occhi; trovai anche il modo di dare una mano!Osservando la frenesia di questo "popolo circense" notai un gruppo di tre operai che portavano un pesante appoggio e cercavano di tiralo in su per fissare le corde;  vagando con lo sguardo vidi due marocchini nascosti in un angolo, andai a chiamarli così anch'io con loro potei fare  nucleo, ed aiutare gli operai nel montaggio del tendone, più tardi sistemammo le sedie del palco. Giunta oramai la mezzanotte ce ne andammo a dormire,la gente del circo nei loro carrozzoni ed io nella mia Citroen  break 1.21 parcheggiata accanto al caravan del "babbo"del circo, ossia del padrone.
Che grande sorpresa! il Circo,per una mezza stagione, aveva cambiato il nome da "Città di Roma " in "Rita-Circus".
Questo perché nella  seconda meta dello spettacolo, dopo la pausa,si esibiva Rita Pavone con il suo show dove cantava e ballava insieme ad un corpo di ballo composto da 12 ballerini. Io ero sempre presente al suo spettacolo non  mancavo mai nemmeno alle prove. Ero affascinato ed entusiasta vedendo questa piccola donna dai capelli rossi.
Ma lei non era l'unica che osservavo mi piacevano anche le prove dei gentilissimi trapezisti ungheresi. Venivano dal Circo Nazionale di Budapest. Tremavo con loro quando  cadevano dopo  un salto nella rete.
Dopo una settimana piena di prove intensive finalmente lo spettacolo era pronto. Cominciai a schizzare e a disegnare, trovai un posto adatto per me alla fine delle sedie, vicino al  sipario. Provai tutte tecniche che conoscevo e finalmente ecco qua il 1° acquerello del Circo: il clown che suonava la tromba, dipinto in 2 minuti!
Questo fu l' inizio dei  miei 20 anni passati nel mondo circense.

Si chiama Silvia, la nipotina del Circo Cittá di Roma, sua nonna figlia dei Bizzarro, fasceva artista in questo circo.,

 Ieri sera , il 14.giugnio 2009 ho incontrato Silvia sull' Isola di Ustica ed io la disegnavo.

 

 

 

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