Circus Ali Baba         

Tornato a casa nel Settembre 1987 dalla mia prima stagione da Aldoni, non potevo altro che visitare i circhi in giro nella zona.

Rivederci con il Circus Barum, con l’amico Liswoy Bratuscin, poi nella zona, appariva un circo da lenzuola. Anche il Circus Aramannt stava vicino. Avevo già sentito parlare di questo circo con molto rispetto, anche nel giro dei circhi .

Quando ho visitato quel circo mendicante, provavo tanta pietà. Di fronte a questo il veramente piccolo Circus Aldoni sembra una impresa gigante. Mi venivano i crampi nello stomaco, quando ero seduto in questa vecchissima stracciata stalla di tendone.

Una rotonda piccolissima con 2 antenne dentro la pista era soltanto una cosa finta, soltanto una volta lì girava un pony per il gioco dei cappelli, altrimente non cèra bisogno di una pista. Un puzzolente caprone stava su un piedestallo e faceva il furbo allievo di scuola, il direttore mangiava fuoco ed una dama immensa e grossissima presentava colombe.

Ma poi una sopresa tutta inaspettata: un ragazzino di 7 anni, lanciacoltelli alla perfezione, al tavolo di coltelli un orsetto giocattolo e poi la sorellina di 5 anni. Alla fine la dama gigante costringeva il pubblico ad applaudare. Incuriosita mi pescava dopo lo spettacolo e mi faceva il terzo grado. "Ma guarda! Pittore! Per favore, mi deve pitturare la facciata dell’ingresso!"

A casa i pensieri non mi lasciavano in pace: tutto quello che avevo visto mi sembrava già vissuto. Alla fine, all’improvviso si é accesa la luce nella mia testa, cercavo un libro: "Un viaggio per la Germania senya una lira"

Sì, Signorsì! Ci siamo! L’autore di questo libro molto famoso aveva incontrato sul suo viaggio a piedi il Circus Leonhard e lo aveva descritto. Descrizione precisa al millimetro, soltanto che allora c’era un vecchio tendone grande a 4 antenne, ma non funzionava nulla come adesso che tutto era uno schifo e poi la grande sorpres di un artista che presentava un numero di lanciacoltelli straordinaio, lanciava sul bersaglio vivente in ratyione veloce.

Quindi ci tornavo per chiedere. Sì, erano propio loro. Avevano subito tanta miseria, il marito lanciacoltelli era morto.

Così io ero d’accordo di pitturare il vagone dell’ingresso. Ed ancora di più:

Mi presentavo da loro in pista insieme ai miei cavalli e da clown, pitturavo il vagone della cassa,durante il tempo che loro viaggiavano nella zona vicina.

Magnifico! Adesso io ero la grande star! Una volta 3, l’ altra volta 6 o 8 km da casa mia.

Circus Ali Baba si chiamavano in quei tempi. Dovevo soltanto preparare i miei cavalli e me stesso e dopo lo spettacolo festeggiamavamo il nostro successo.

Per la rivista politica alternativa "gegenDruck" avevo fatto in quei giorni un numero intero con disegni satirici contro le "Settimane d’Arte della Regione" a Schwäbisch Gmünd, adesso veniva la giornalista del "gegenDruck" per fare un super reportage sul circo e su di me, e questo senz’altro attirava tutti i miei tantissimi conoscenti, a tutti gli spettacoli.

Ma il grande problema era questa impossibile specie di pista. Non era soltanto troppo piccola, ma c’erano pure queste maledette antenne in mezzo. Queste poi furono sistemate in diagonale. Temevo ogni volta, che i miei cavalli si sbattevano la testa. Scanzavano con bravura, ma poi non volevo più sopportare quel rischio. Ormai bastava già la mia clowneria. Giocavo insieme al padre e i due bambini, erano entusiasti a creare assieme a me un numero tutto nuovo.

Arrivavano visite per il circo. Tutta la famiglia giostranti dei Brumbach, tutti parenti della prepotente,dominante dama gigante.*)Era nata nell’ allora famoso Circus Brumbach e raccontava piena di orgoglio più volte, che da ragazzina di circo una volta stava seduta sulle ginocchia del Führer Adolf Hitler. Mi voleva avere per forza come clown per il suo show di colombe e voleva lavorare insieme a me d’inverno nelle scuole. Mi sorrideva sempre più dolce. Mi sussurava : " ma quello lì, il mio genero, quello è un privato" è fascevo una smorfia dispettosa.Come se io non fossi pure un privato!

*)Adesso capisco: sono stati loro i famosi  40 compagni di Ali Baba.

Per ogni spettacolo il genero privato portava il suo cestino con gli utensili del suo numero più importante, il fuocoshow, dove sua moglie assisteva da " sua partner affascinante" Ma quando lei aveva mal di testa, il numero era annullato. Aveva mal di testa quasi sempre.

Un giorno uscivo in sella con i cavalli per Spraitbach al circo. Legavo i cavalli per pascolare. Madame mi chiamava per andare nel suo salotto e mi offriva una tazza di caffè. Ma quanto era seducente e dolce verso di me, si é persino truccata, si ´e fatta bella per me. Non mi sentivo più tranquillo. Mi portava anche un regalo!!

Ma guarda, extra per me, già pronti per mettere in padella: 3 esemplari splenditi di trota. Li misi nella borsa della sella e a casa li gustai, buonissimi! Ma non soltanto a casa mia o a casa della dama, in ogni famiglia di giostranti o del circo si mangiavano trote. Oltre al Circus, c’era un intero Luna park in vacanza che mangiava trote. L’indomani visitavo l’amico Paolo del molino giù nel più basso fondo della valle nella foresta di Spraitbach.

Quello bolliva. Non bolliva la trota, ma di rabbia. Anzi , trote non poteva più bollire e cucinare, perchè nel suo laghetto di trote, ben curato da anni, non esiteva piú neanche una sola trota. Durante la sua assenza erano venuti due ragazzini, hanno chiesto gentilmente all’amico di Paolo, il permesso di pescare un pesciolino piccolissimo, soltanto uno solo, per favore, siamo dal circo. E l’amico del Paolo del molino dava il permesso senza pensarci su. E i monelli giostranti hanno svuotato l’intero laghetto.

Ci sono andato al molino per fare pubblicità, per fare venire al circo il Paolo del molino e tutti i suoi scontati amici, perché saró presente anch’io.Per fare guadagnare il circo.

Riuscivo a calmarlo un poco, promettendol’entrata gratuita per tutti quelli che vengono dal molino. A Madame non piaceva tanto, ma la convincevo e lei stava brontolando alla cassa nel lasciare passare 30 persone senza incassare, e questo fa male allo stomaco.

5 anni dopo, nel Gennaio del 1992 di sera sulla piazza a Schwäbisch Gmünd inconto un uomo con un pony ed un baratolo per chiedere elemosine. Gli domando del circo. Faceva il finto tonto. Ma poi qualcuno mi batteva sulle spalle. "Jachino, il pittore Jachino!" Mi abbracciava forte.

Era quel direttore di circo, che è un privato. "Ma allora, che si aspetta, andiamo al vicino Caffè in piazza per bagnare l’incontro con una bella birra."

Stavano nel quartiere invernale nel vicino Hussenhofen. "Circus Brasil " il circo cosí si chiamava adesso. In strada, passava il figlio, mi riconosceva subito, mi faceva festa. Un giovanotto bello e forte di 14 o 15 anni. Arrivato a Hussenhofen mi faceva festa anche la sorellina. Soltanto le dame stavano a distanza.

Pieno d’orgoglio mi facevano vedere il loro nuovo tendone usato, i loro quattro bei ponies e finalmente un video: il ponies lavoravano già benino e poi il numero di lanciacoltelli. Perbacco! La sorella sul tavolo in rotazione. Una vera sensazione, rarissimo da vedere.

Ma possono vincere padre, figlio e figlia contro le cattive streghe? Sarebbe bello.